La chiesa di San Biagio è un vero e proprio concentrato di arte, di devozione e di storia, dato che di storia ne ha affrontata un bel po’. Si hanno infatti le prime notizie sulla parrocchia di Sancte Blasii in un “collettario” risalente al 1308. In tale documento, attualmente conservato presso gli Archivi Vaticani, veniva registrato il pagamento che il Curato “Presbiter Iohannes Frandine capellanus S. Blasii, tar III” , e ancora ritroviamo la localizzazione “In Atellano Diocesis Aversane”, effettuava alla Santa Sede. Dato che tale tassazione era dovuta solo da quelle parrocchie che godevano di benefici converrete che Sancte Blasii doveva essere una parrocchia già ben avviata quindi, anche se l’effettiva data di edificazione della struttura non la si conosce potremo comunque collocare la nascita tra il XII e XIII secolo, dato che il beneficio ecclesiale lo si ottiene dopo tanti e tanti anni.

Non a torto, quindi, lo storico Giustiniani, nel suo “Dizionario geografico ragionato”, il cui tomo III esce a Napoli nel 1797, quando parla di Cardito accenna all’esistenza di una “cappella” di fronte al castello, e, quindi, preesistente alla Parrocchia. A tal proposito, Don Domenico Trappolieri, ex-parroco di San Biagio, racconta di aver trovato, sotto le fondamenta dell’attuale chiesa, alle quali si accede attraverso alcune botole, una delle quali si trova nella cappella del Santissimo, una parete coperta di intonaco. Solo la preoccupazione di salvaguardare la struttura stessa della chiesa non gli permise di andare avanti nello scavo che avrebbe potuto dimostrare l’esistenza di un “qualcosa” antecedente la chiesa parrocchiale così come oggi si presenta ai nostri occhi.

L’attuale edificio fu voluto dai Principi Loffredo proprio di fronte al loro castello (attualmente detto Palazzo Mastrilli, sede di uffici comunali) e quindi su quella “cappella” di cui abbiamo parlato prima. Venne poi istituita, giuridicamente, nel 1561 e dato che era già fiorente, presso la popolazione, la devozione a San Biagio, questa chiesa, venne a lui intitolata dando origine alla comunità parrocchiale che anche oggi conosciamo.

La costruzione avvenne grazie al prelevamento di materiale dall’antica Taglia (oggi giorno trasformata in uno splendido parco pubblico).

Sorse inizialmente con una sola navata terminante con l’abside e intersecata dal transetto, come tradizione romana voleva. Fu solo ai primi dell’800 che vennero apportate modifiche rilevanti, con l’aggiunta delle due navate laterali. I marmi utilizzati per gli altari risalgono sicuramente al 1600/1700 e furono prelevati dalla chiesa di San Luigi dei Francesi, sempre di proprietà dei Loffredo, sita a Napoli e trasportati fino a Cardito. Vennero quindi composti, l’altare maggiore e gli altari delle cappelle laterali i quali presentano particolarissime balaustre lavorate ad intarsio su un blocco di marmo unico presentando linee squisitamente barocche.

Giunsero da Napoli anche le tele degli altari, prevalentemente mariane, (bellissima la tela raffigurante la Madonna del Rosario, presente alla sinistra dell’altare maggiore ed attribuita al celebre artista napoletano Luca Giordano, e particolare bellezza anche per la tela rappresentante il mistero di San Biagio, posta sull’altare maggiore né datata, né firmata) insieme alle pile dell’acqua santa fatte di marmi policromi.

L’antica cantoria è sorretta da quattro maestosissime colonne.

La facciata della chiesa, che si erge, anch’essa maestosa, sulla bella piazza del paese, presenta quattro statue marmoree, di epoca angioina, alte circa tre metri, esse rappresentano, da sinistra a destra: la Fede, la Speranza, la Carità e nella quarta qualcuno vede le Buone Opere, qualcun altro vede invece la Penitenza.

Le campane della parrocchia furono benedette dal parroco pro-tempore, con licenza della Curia, una nel 1836, l’altra nel 1843. Una piccola curiosità a tal proposito: pochi sanno, quasi nessuno, che su una delle campane è raffigurata un effigie di San Biagio, confermando quella che è la devozione al santo, l’altra campana presenta invece un effigie della Madonna del Buon Consiglio la quale, nel silenzio più assoluto e con l’umiltà che solo Lei può avere, è con-patrona della parrocchia.

La parrocchia è stata eretta a Santuario il 03 febbraio 2006, in occasione della festività di San Biagio. Fu l'allora Arcivescovo Vescovo della diocesi di Aversa, Mario Milano, a proclamare dall’altare che grazie alla grande devozione dimostrata nei confronti del santo patrono, non solo dai carditesi ma da molte comunità, spesso anche lontane, che la Santa Chiesa Cattolica innalzava a Santuario la parrocchia di San Biagio in Cardito.

 

(da Angelo Faiola, La Parrocchia di S. Biagio V.M., Tipo-Litografia 'Istituto Anselmi', Marigliano (NA), Febbraio 2002 - rielaborato nelle informazioni aggiornate al 2015)